Manovra di Bilancio: I principali risultati conseguiti dall’azione politica di Confcommercio e le misure di maggior interesse per il Sistema delle nostre imprese
– Eliminati gli aumenti dell’IVA previsti nel 2019
Il Governo, in linea con le richieste della Confederazione, ha eliminato gli aumenti dell’IVA
previsti nel 2019 (12,4 miliardi di euro). Di conseguenza:
› l’aliquota ridotta IVA viene confermata al 10% (in luogo del previsto 11,5%);
› l’aliquota ordinaria IVA viene confermata al 22% (in luogo del previsto 24,2%).
– Riconosciuto il riporto delle perdite per le imprese che adottano il
nuovo “regime di cassa”
Il nuovo “regime di cassa” per le imprese in contabilità semplificata – introdotto nel nostro
sistema fiscale a partire dal 1° gennaio 2017 – non consentiva il riconoscimento fiscale del riporto
delle perdite maturate in costanza di regime. In assenza del riporto delle perdite il “regime di
cassa” risultava, praticamente, inapplicabile per oltre due milioni di piccole imprese.
Per risolvere il problema è stata, quindi, accolta dal Governo la proposta della Confederazione di uniformare i diversi regimi fiscali di riporto delle perdite, ossia di estendere alle imprese individuali il più favorevole regime di riporto delle perdite
oggi previsto per le società di capitali, che possono dedursi le perdite subite senza alcun limite temporale
– Riforma delle tariffe INAIL
Tra le misure più importanti, per i datori di lavoro è stata prevista, a partire dal 1° gennaio 2019, la copertura necessaria per l’attuazione della riforma dei premi INAIL, che comporta una riduzione strutturale delle tariffe pari a circa 1,8 miliardi di euro complessivi ed un taglio medio di quelle pagate nello specifico dalla Gestione del Terziario del 46% su base annua.
Inoltre, per consentire l’applicazione piena della Riforma della tariffa dei premi INAIL, viene previsto lo slittamento del termine per gli adempimenti relativi all’autoliquidazione, che passa dal 16 febbraio 2019 al 16 maggio 2019.
– Il commercio su aree pubbliche escluso dall’applicazione della “Direttiva Bolkestein”
Il commercio su aree pubbliche viene definitivamente escluso dalla disciplina applicativa della “Direttiva Bolkestein” “al fine di promuovere e garantire gli obiettivi di politica sociale connessi alla tutela dell’occupazione”. I titoli autorizzatori restano confermati fino al 2020 e non è più richiesta la procedura di gara per la loro successiva assegnazione. Vengono, così, superate anche le forti criticità della legge di bilancio dello scorso anno (comma 1181), che introduceva una corsia preferenziale all’interno della categoria per l’assegnazione delle autorizzazioni, in ragione di non ben precisati criteri reddituali. Si auspica ora un tavolo di confronto tra la categoria e il Governo per la definizione della conseguente, puntuale, disciplina normativa del commercio su aree pubbliche.