I commercianti al dettaglio che non hanno ancora potuto dotarsi del registratore telematico per trasmettere i corrispettivi, potranno continuare ad utilizzare, per i prossimi sei mesi, il vecchio registratore di cassa senza incorrere in sanzioni, inviando i dati all’Agenzia delle Entrate entro il mese successivo.
Lo ha definitivamente chiarito, su richiesta di Confcommercio, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare 15/E del 28 giugno.
La sospensione delle sanzioni fino al 31 dicembre 2019 (che equivale di fatto ad una proroga) è stata stabilita nel Decreto Crescita, che ha accolto le richieste di Confcommercio volte a tutelare i commercianti che non hanno avuto ancora la possibilità di mettersi in regola.
Coloro che utilizzano i vecchi registratori dovranno continuare a rilasciare lo scontrino o la ricevuta fiscale, mentre chi utilizza già il registratore telematico non è soggetto a tale obbligo.
Resta inoltre fermo l’obbligo di memorizzazione giornaliera dei corrispettivi, che può essere assolto con i registratori di cassa già in uso o con ricevute fiscali.
Le modalità di trasmissione dei corrispettivi, per coloro che utilizzeranno ancora in questi sei mesi il vecchio registratore, saranno specificate con un prossimo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.
Anche coloro che hanno già installato il registratore telematico potranno inviare i dati entro il mese successivo.
Questo è il regime transitorio fino al 31 dicembre; dal 1 gennaio 2020 tutte le aziende dovranno mettersi in regola e dotarsi del registratore telematico, in grado di trasmettere i dati via internet all’Agenzia delle Entrate.
Quindi, entro il 1 gennaio i commercianti dovranno adeguare il proprio registratore di cassa o acquistarne uno nuovo : in entrambi i casi, potranno usufruire di un credito d’imposta pari al 50% della spesa sostenuta per l’adeguamento o per l’acquisto, fino ad un massimo di 250 Euro.
Cesserà definitivamente l’obbligo di rilasciare lo scontrino o la ricevuta fiscale.
Al suo posto, il commerciante rilascerà al cliente il “Documento commerciale “ (definito dal Decreto del Ministero delle Finanze 7 dicembre 2016) emesso dal registratore telematico.
Il documento commerciale è emesso in forma cartacea e deve essere di dimensioni tali da essere facilmente leggibile e conservabile. Può anche essere emesso in formato elettronico ed inviato via mail se il cliente è d’accordo.
Il documento commerciale dovrà contenere almeno le seguenti indicazioni:
a) data e ora di emissione;
b) numero progressivo;
c) ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, dell’emittente;
d) numero di partita IVA dell’emittente;
e) ubicazione dell’esercizio;
f) descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi; per i prodotti medicinali in luogo della descrizione può essere indicato il numero di autorizzazione alla loro immissione in commercio (AIC);
f) ammontare del corrispettivo complessivo e di quello pagato.
Il documento commerciale ha valore di prova dell’acquisto e vale come titolo per esercitare il diritto alla garanzia sui beni acquistati prevista dalle norme vigenti.
Se il cliente desidera utilizzare il documento commerciale ai fini fiscali, per deduzioni o detrazioni, dovrà fornire al venditore, al momento dell’acquisto, il proprio codice fiscale o la partita Iva, poiché questi andranno obbligatoriamente indicati sul documento commerciale affinchè questo sia valido ai fini fiscali.