Ad agosto l’Istat rileva una diminuzione dello 0,6% in valore e in volume rispetto a luglio, mentre su base annua c’è un aumento dello 0,7% in valore e dello 0,5% in volume.
Ad agosto l’Istat stima per le vendite al dettaglio una diminuzione congiunturale dello 0,6% in valore e in volume. Sono in flessione sia le vendite dei beni alimentari (-0,9% in valore e -1% in volume) sia quelle dei beni non alimentari (-0,3% in valore e -0,4% in volume). Su base annua, le vendite al dettaglio registrano un aumento dello 0,7% in valore e dello 0,5% in volume. Sono in crescita sia le vendite dei beni alimentari (+1,1% in valore e +0,1% in volume), sia quelle dei beni non alimentari (+0,4% in valore e +0,8% in volume). Nuova flessione congiunturale, dunque, dopo quella registrata a luglio. In entrambi i mesi, osserva l’Istat, “la diminuzione ha interessato sia i prodotti alimentari sia quelli non alimentari. In calo, nello stesso periodo, anche il volume delle vendite. Peraltro, negli ultimi tre mesi, la variazione congiunturale resta positiva, grazie al forte incremento che si era registrato a giugno”. Su base tendenziale, ad agosto “si osserva una crescita moderata, in rallentamento rispetto al mese precedente. Il segno positivo riguarda la grande distribuzione e, soprattutto, il commercio elettronico, mentre tornano a diminuire le vendite delle piccole superfici”. Nel trimestre giugno-agosto 2019, rispetto al trimestre precedente, le vendite al dettaglio aumentano dello 0,9% in valore e dello 0,8% in volume. Sono in aumento sia le vendite dei beni alimentari (+1,0% in valore e +0,5% in volume) sia quelle dei prodotti non alimentari (+0,9% in valore e +1% in volume). Per quanto riguarda le vendite dei beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali eterogenee per i gruppi di prodotti. Gli aumenti maggiori riguardano Mobili, articoli tessili, arredamento (+2,6%) e Prodotti di profumeria, cura della persona (+2,2%), mentre le flessioni più marcate si registrano per Elettrodomestici, radio, tv e registratori (-1,7%) e Cartoleria, libri, giornali e riviste (-1,6%).
Fonte: Confcommercio Nazionale