
18 Set ๐๐ง๐ญ๐๐ซ๐ฏ๐๐ง๐ญ๐จ ๐๐๐ฅ ๐ฉ๐ซ๐๐ฌ๐ข๐๐๐ง๐ญ๐ ๐๐๐ ๐๐ข ๐๐จ๐ง๐๐๐จ๐ฆ๐ฆ๐๐ซ๐๐ข๐จ ๐๐๐ฆ๐ฉ๐๐ง๐ข๐, ๐๐๐ฅ๐ฏ๐๐ญ๐จ๐ซ๐ ๐๐ซ๐ข๐ง๐๐ก๐ข๐ฅ๐ฅ๐จ, ๐ฌ๐ฎ ๐๐ฅ ๐๐๐ญ๐ญ๐ข๐ง๐จ
Caro Direttore,
la gestione della costa รจ una materia complessa, soprattutto in Campania, dove devono convivere tutela ambientale, fruizione pubblica, sicurezza, turismo e sviluppo.
ร necessario superare la contrapposizione tra spiagge libere e stabilimenti, pubblico e privato. La costa ha bisogno di una visione: queste realtร devono convivere.
Nel dopoguerra lo Stato affidรฒ porzioni di arenile a soggetti concessionari. La concessione nasce da un principio preciso: a fronte dellโutilizzo economico di un bene pubblico, il concessionario assume obblighi, garantisce servizi, sostiene costi e paga un canone demaniale.
Pulizia, manutenzione, sicurezza, salvataggio e investimenti sono stati per decenni parte di questo modello. Le concessioni hanno prodotto servizi, occupazione e investimenti, riducendo il carico sulla pubblica amministrazione.
Non significa che tutto abbia sempre funzionato. Il sistema pubblico ha accumulato ritardi nella pianificazione, gestione delle spiagge libere e controlli. Se il concessionario ha obblighi, le amministrazioni devono controllarli.
Lโapprovazione del PAD regionale e lโadeguamento degli strumenti comunali possono essere unโoccasione per cambiare passo.
Nelle aree costiere devono convivere spiagge libere e spiagge in concessione. Le spiagge libere devono essere accessibili a tutti, ma non possono essere spiagge senza regole e servizi.
Anche le aree libere devono essere organizzate, pulite e sicure, con servizi adeguati. Se un Comune aumenta la libera fruizione e le presenze, deve programmare servizi adeguati.
Pensiamo ai servizi igienici: Non si puรฒ ampliare la fruizione pubblica della costa considerando i bagni degli stabilimenti come un servizio pubblico sostitutivo. Uno stabilimento ha servizi dimensionati per la propria attivitร e utenza e non puรฒ garantire indiscriminatamente servizi a chi frequenta la spiaggia libera.
Piรน presenze significano piรน necessitร di pulizia, sicurezza, salvataggio, servizi igienici e infrastrutture. La sostenibilitร richiede servizi proporzionati alla pressione sul territorio.
Occorre inoltre riconoscere il valore delle concessioni balneari. Per decenni gli stabilimenti hanno garantito servizi, sicurezza, occupazione e investimenti, contribuendo al turismo balneare campano. Questo patrimonio va valorizzato e modernizzato con qualitร , innovazione, investimenti e sostenibilitร .
Lโobiettivo รจ una costa organizzata, nella quale pubblico e privato svolgano ruoli complementari: il pubblico pianifica, controlla, tutela il territorio e garantisce accessibilitร e servizi nelle aree libere; il privato investe, offre servizi, garantisce qualitร e contribuisce alla sicurezza e valorizzazione del territorio.
Come SIB Confcommercio Campania, vogliamo avanzare una proposta concreta.
Siamo pronti a predisporre un Vademecum etico della categoria balneare, che definisca gli impegni degli operatori per regole, qualitร dei servizi, sicurezza, tutela dellโambiente e valorizzazione del bene pubblico.
Chiediamo ai Comuni di fare la loro parte, per arrivare a regolamenti chiari e omogenei, che stabiliscano gli obblighi dei concessionari e delle amministrazioni: dalla pulizia delle spiagge libere alla sicurezza, dal salvataggio ai servizi igienici e allโorganizzazione della fruizione pubblica.
La proposta รจ semplice: meno contrapposizione e piรน corresponsabilitร , secondo regole chiare, equilibrate e verificabili.
La costa รจ un bene di tutti e deve essere governata con responsabilitร da tutti.
Non spiagge libere contro stabilimenti, ma spiagge libere e stabilimenti insieme.
Non contrapposizione, ma integrazione.
Non polemica, ma regole e responsabilitร .
Per una costa campana piรน accessibile e sostenibile, siamo pronti a fare la nostra parte, a partire dal Vademecum etico della categoria balneare.
Salvatore Trinchillo
Presidente SIB Confcommercio Campania

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