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Caro Direttore,
la gestione della costa รจ una materia complessa, soprattutto in Campania, dove devono convivere tutela ambientale, fruizione pubblica, sicurezza, turismo e sviluppo.
รˆ necessario superare la contrapposizione tra spiagge libere e stabilimenti, pubblico e privato. La costa ha bisogno di una visione: queste realtร  devono convivere.
Nel dopoguerra lo Stato affidรฒ porzioni di arenile a soggetti concessionari. La concessione nasce da un principio preciso: a fronte dellโ€™utilizzo economico di un bene pubblico, il concessionario assume obblighi, garantisce servizi, sostiene costi e paga un canone demaniale.
Pulizia, manutenzione, sicurezza, salvataggio e investimenti sono stati per decenni parte di questo modello. Le concessioni hanno prodotto servizi, occupazione e investimenti, riducendo il carico sulla pubblica amministrazione.
Non significa che tutto abbia sempre funzionato. Il sistema pubblico ha accumulato ritardi nella pianificazione, gestione delle spiagge libere e controlli. Se il concessionario ha obblighi, le amministrazioni devono controllarli.
Lโ€™approvazione del PAD regionale e lโ€™adeguamento degli strumenti comunali possono essere unโ€™occasione per cambiare passo.
Nelle aree costiere devono convivere spiagge libere e spiagge in concessione. Le spiagge libere devono essere accessibili a tutti, ma non possono essere spiagge senza regole e servizi.
Anche le aree libere devono essere organizzate, pulite e sicure, con servizi adeguati. Se un Comune aumenta la libera fruizione e le presenze, deve programmare servizi adeguati.
Pensiamo ai servizi igienici: Non si puรฒ ampliare la fruizione pubblica della costa considerando i bagni degli stabilimenti come un servizio pubblico sostitutivo. Uno stabilimento ha servizi dimensionati per la propria attivitร  e utenza e non puรฒ garantire indiscriminatamente servizi a chi frequenta la spiaggia libera.
Piรน presenze significano piรน necessitร  di pulizia, sicurezza, salvataggio, servizi igienici e infrastrutture. La sostenibilitร  richiede servizi proporzionati alla pressione sul territorio.
Occorre inoltre riconoscere il valore delle concessioni balneari. Per decenni gli stabilimenti hanno garantito servizi, sicurezza, occupazione e investimenti, contribuendo al turismo balneare campano. Questo patrimonio va valorizzato e modernizzato con qualitร , innovazione, investimenti e sostenibilitร .
Lโ€™obiettivo รจ una costa organizzata, nella quale pubblico e privato svolgano ruoli complementari: il pubblico pianifica, controlla, tutela il territorio e garantisce accessibilitร  e servizi nelle aree libere; il privato investe, offre servizi, garantisce qualitร  e contribuisce alla sicurezza e valorizzazione del territorio.
Come SIB Confcommercio Campania, vogliamo avanzare una proposta concreta.
Siamo pronti a predisporre un Vademecum etico della categoria balneare, che definisca gli impegni degli operatori per regole, qualitร  dei servizi, sicurezza, tutela dellโ€™ambiente e valorizzazione del bene pubblico.
Chiediamo ai Comuni di fare la loro parte, per arrivare a regolamenti chiari e omogenei, che stabiliscano gli obblighi dei concessionari e delle amministrazioni: dalla pulizia delle spiagge libere alla sicurezza, dal salvataggio ai servizi igienici e allโ€™organizzazione della fruizione pubblica.
La proposta รจ semplice: meno contrapposizione e piรน corresponsabilitร , secondo regole chiare, equilibrate e verificabili.
La costa รจ un bene di tutti e deve essere governata con responsabilitร  da tutti.
Non spiagge libere contro stabilimenti, ma spiagge libere e stabilimenti insieme.
Non contrapposizione, ma integrazione.
Non polemica, ma regole e responsabilitร .
Per una costa campana piรน accessibile e sostenibile, siamo pronti a fare la nostra parte, a partire dal Vademecum etico della categoria balneare.
Salvatore Trinchillo
Presidente SIB Confcommercio Campania

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