Confcommercio, allarme sicurezza per le nostre imprese

Indicatori preoccupano: al Sud usura, abusivismo, furti in aumento

Allarme sicurezza dagli imprenditori del commercio: lo sottolinea Pasquale Russo, Presidente Confcommercio Campania, in occasione della Giornata Nazionale della Legalità organizzata da Confcommercio nella giornata di oggi.

Gli indicatori della sicurezza sono peggiorati in maniera più consistente nel Sud.

Secondo l’indagine Format Research commissionata da Confcommercio, il 16% delle imprese meridionali percepisce un peggioramento della sicurezza rispetto allo scorso anno, di contro al 10,3 a livello nazionale.

I fenomeni maggiormente segnalati dagli imprenditori nel Sud sono usura, abusivismo, estorsioni e furti. Secondo il 31,3% del campione, il rischio usura è aumentato nell’ultimo anno, mentre il 22,9 indica un aumento del rischio furti e rapine; il 22,4% ritiene che l’abusivismo sia cresciuto, mentre il 21,9% segnala la recrudescenza di estorsioni e racket.

Il 31,1% degli imprenditori meridionali ammette di aver sentito parlare di imprenditori sotto usura o estorsione, di contro al 21,4 della media nazionale. Il 18,1% si dice molto preoccupato di poter cadere vittima di fenomeni di usura o estorsione.

Secondo Russo, Stato ed enti locali devono investire maggiormente in sicurezza e completare al più presto i progetti di videosorveglianza previsti nei principali centri urbani; è auspicabile un intervento della Regione Campania a sostegno delle imprese che vogliono dotarsi dei più avanzati sistemi di sicurezza e collegamento con le centrali delle forze dell’ordine.

In cima alle preoccupazioni quotidiane degli imprenditori meridionali , primeggiano ancora abusivismo e contraffazione : il 68,9 degli imprenditori si sente fortemente danneggiato da questi fenomeni.

Secondo il presidente Pasquale Russo, “la contraffazione e l’abusivismo commerciale, ed il riciclaggio di denaro sporco ad essi legato, hanno assunto un carattere sistemico. Basta qualche dato che riguarda la Campania per far comprendere la gravità della situazione.

Ecco le cifre ufficiali del Ministero delle Imprese: tra il 2016 ed il 2021 sono stati sequestrati in Campania oltre 70 milioni di oggetti contraffatti per un valore di oltre 500 milioni di euro. Ma questo è solo il valore dei sequestri effettuati, che di solito è solo una frazione del valore reale del giro d’affari”.

Napoli è uno dei più grandi mercati del falso “all’aria aperta” in Europa.

Quest’immenso bazar si svolge davanti alle vetrine delle aziende commerciali regolari, le quali, già stremate dalla pandemia e dal carico fiscale, devono sopportare anche la concorrenza sleale dei venditori abusivi.

Occorre pertanto, a giudizio di Russo, una intensificazione della lotta all’abusivismo in tutte le sue forme, anche mediante azioni mirate e coordinate delle forze dell’ordine sotto la regia della prefettura.

 

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